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Azienda Agricola F.lli Branco

Orgogliosi della qualità dei nostri prodotti

Dagli anni '60 la famiglia Branco, trasferitasi nelle fertili terre di Marola, un piccolo centro agricolo nel comune di Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza, coltiva con sempre maggiore successo un tenerissimo asparago bianco, che non teme confronti con gli altri rinomati asparagi veneti.
Con orgoglio, dal produttore al consumatore finale.

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Morfologia della pianta

MORFOLOGIA DELLA PIANTA

 

L'asparago morfologicamente è composto da una parte ipogea ed una epigea.

 

Ipogea

La Zampa: costituisce la parte sotterranea dell'asparago, è composta a sua volta dalle radici e da un fusto sotterraneo detto rizoma, al centro del quale crescono le gemme.

Le Radici: sono di due tipi quelle principali e le radichette. Le prime sono più grosse (Ø anche 1 cm), cilindriche, carnose, non ramificate.Le radichette crescono sulle radici principali, circa due per ogni centimetro (escluso il primo tratto di una quindicina di centimetri) e sono molto piccole (0,1 – 0,5 mm. di Ø). L'apparato radicale scende, generalmente, da 20 cm al metro di profondità.
Le sostanze nutritive e l'acqua vengono assorbite dalla radichetta mentre le grosse radici carnose fungono da serbatoio per l'immagazzinamento delle sostanze di riserva.
Le radici si rinnovano di anno in anno partendo dal rizoma e sviluppandosi sopra le vecchie radici morte.

Il Rizoma: è costituito da un corpo orizzontale, strisciante, fibroso e breve che funge come le radici da serbatoio delle sostanze nutritive (proteine e idrati carbonici), necessarie alla crescita e al mantenimento della pianta.

Le Gemme: piccole, quasi sferiche, sono ben evidenti al centro del rizoma. Si formano l'anno precedente la raccolta e a fine inverno danno vita a dei germogli, che sono i futuri turioni. Questi con la loro crescita inibiscono lo sviluppo di nuove gemme, che riprendono solamente alla loro raccolta.

turione asparago

Il turione: verso la fine dell'inverno, con il conseguente aumento della temperatura, dalle gemme carnose si sviluppa il turione, cioè quella parte che noi chiamiamo asparago vero e proprio, ma che è soltanto un primo stadio di sviluppo dello stelo nella pianta.
La crescita dei turioni è in parte sotterranea e in parte aerea; la diversità di colorazione (bianchi, rosati, violetti e verdi) dipende soprattutto dal loro periodo di crescita e quindi dal momento della loro raccolta (che può avvenire prima che spuntino dal terreno, appena spuntati o quando hanno
già raggiunto una certa altezza).
E' perciò il sistema di coltura più che la varietà a determinare le caratteristiche (in particolare la colorazione ma non solo) del turione.
La colorazione del turione è strettamente collegata alla presenza di clorofilla, quindi all'esposizione al sole e alla luce. I turioni sono bianchi e tozzi per il periodo in cui rimangono sotto la terra, per divenire rosati appena spunta l'apice e poi violetti ed infine verdi, mutando perfino la forma e divenendo più cilindrici ed affusolati.
Il procedere dello sviluppo non si limita ad inverdire il turione, ma ne indurisce anche i tessuti a causa dell'esposizione al sole che favorisce l'accumulo della clorofilla e l'aumento della cellulosa, caratterizzando l'asparago con un sapore amarognolo dovuto alla decomposizione dell'asparagina.
La crescita del turione è influenzata dall'umidità, dalla pressione radicale, dalla respirazione intracellulare e dalla temperatura. L'accrescimento inizia quando la temperatura esterna media si aggira sui 10-12°C. Più veloce è la crescita dell'asparago più il suo sapore si rivela tenero e delicato, mentre se la crescita è stentata diventa amarognolo.
La velocità di sviluppo e la lunghezza raggiunta dal turione prima che inizia la ramificazione è direttamente proporzionale all'andamento della temperatura.
La temperatura minima per la crescita dell'asparago è di 10°C circa, mentre quella ottimale si aggira sui 15-30°C, la massima invece è di 32°C.

Epigea

Epigea asparago

Se i turioni non vengono raccolti il loro sviluppo continuerebbe, dando origine alle parti aeree della pianta. Nella coltivazione dell'asparago i casi in cui si può verificare lo sviluppo della parte aerea sono:

asparagine giovani e non in produzione (primi 2 anni dell'impianto);
asparagine appena entrate in produzione dopo 20 giorni dalla raccolta (3° anno);
piante destinate a semenzaio, cioè alla produzione di semi e zampe;
asparagine in piena produzione alla fine del ciclo di raccolta, generalmente dopo 60 giorni dall'inizio della raccolta.

Le parti epigeiche che costituiscono l'asparago sono:

I Fusti: Il turione si indurisce e il suo apice si apre e continuando nella crescita si trasforma in un vero e proprio fusto ramificato che può arrivare fino ad un metro e mezzo di altezza.

Le foglie: I fusti hanno foglie simili a piccole squame filiformi. Sono fasci di cladodi, non vere foglie ma una trasformazione del fusto che si appiattisce, si riempie di clorofilla e assume l'aspetto e le funzioni delle foglie.

I Fiori: Sono collegati attraverso i nodi delle ramificazioni dei fusti, verso la fine di giugno si formano i fiori uniti al fusto da uno stelo, i fiori sono di forma campanulata, giallo verdi e durano circa 15 giorni. L'asparago è una specie dioica. Ci possono essere anche alcuni casi particolari di piante maschili che portano dei fiori ermafroditi che fruttificano.

I frutti: Dopo l'impollinazione l'ovario si trasforma in frutto: una bacca rotonda verde che poi diventa rossa.

I semi: Sono contenuti nei frutti in numero di circa 506 per bacca. Si presentano con una forma triangolare riuniti a spicchio, piuttosto duri. Solitamente vengono ricavati dalle piante che si ritengono migliori.

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L'azienda Branco


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L'asparago bianco


Guida al più apprezzato
e nobile ortaggio del Veneto
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