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I SISTEMI DI ALLEVAMENTO
La coltivazione dell'asparago è effettuata con diversi sistemi e questi variano con il variare delle caratteristiche che il turione deve avere; dalla densità delle piante, dalla durata nel tempo e, infine, dalla precocità.
Una scelta basilare è quella del colore dei turioni, che viene effettuata tra il verde, il bianco o tra i gradi "intermedi".
La colorazione dipende dal diverso periodo di esposizione del turione alla luce.
Il turione degli asparagi bianchi cresce esclusivamente sotto terra; il turione dei verdi, spunta dal suolo per almeno un terzo della sua lunghezza, e tra l'una e l'altra varietà si pongono i turioni semibianchi (rosati o violetti).
La semina o il trapianto sono effettuati su un terreno precedentemente lavorato e preparato a fosse, separate e alternate da arginelli, sui quali si è accumulata la terra.
Se la produzione è indirizzata verso gli asparagi bianchi o semibianchi si deve operare una rincalzatura sopra la zampa per evitare l'esposizione al sole.
Ovviamente ogni diverso sistema di allevamento presenta i propri vantaggi e svantaggi e quindi spetta al produttore scegliere il più appropriato al caso.
I sistemi di allevamento si possono diversificare in impianti all'aperto o coperti.
La caratteristica che sostanzialmente distingue i due tipi consiste praticamente nella denominazione; per una maggiore chiarezza, però, è indispensabile una breve spiegazione.
L'impianto all'aperto o in piena aria è quello più presente in Italia (90%) ed è basato sulla maturazione così detta "normale",con questo tipo di impianto la raccolta dura mediamente dalla fine di marzo a circa metà giugno, per 60/70 giorni, con la punta massima di produzione fra aprile e maggio.
Gli impianti coperti sono maggiormente impiegati per l'asparago bianco, quando si vuole ottenere raccolti più precoci o, addirittura, completamente fuori stagione.
La raccolta comunque è più breve, termina circa un mese prima ma inizia circa con cinque giorni di anticipo.
La forzatura è una tecnica conosciuta e usata già nel XVIII sec. Anche se con mezzi che si discostano molto dagli attuali. Queste consistono nella copertura delle asparagiaie con film di cellophane o polietilene che possono essere neri o trasparenti e con uno spessore che varia da 0,2 a 0,5 mm.
I vantaggi oltre a quelli sopra elencati nel controllo degli infestanti sulla fila senza l'uso di prodotti chimici consistono:
- nel mantenimento della struttura ottimale del terreno (assenza di crosta, di compattazione e di eccessi di umidità dopo la pioggia);
- nella produzione di turioni perfettamente bianchi;
- nella possibilità di raccogliere una sola volta al giorno.
Ultimamente però si è sviluppata una forma di forzatura ancora più avanzata infatti questa avviene sotto grandi tunnel di plastica o di vere e proprie serre di vetro al di sotto delle quali si interrano il più vicino possibile alle zampe, dei tubi di riscaldamento in cui l'acqua scorre a 40°-45° C.
Questa pratica colturale è ancora in fase di sperimentazione in quanto presenta alcuni svantaggi, come il rischio di danneggiare o mutilare gran parte del sistema radicale e il costo eccessivo di simili strutture.
Lo studio è indirizzato anche verso il riscaldamento tramite corrente elettrica a tensione molto bassa o con fermentazioni prodotte dal cotone.
E' importante sottolineare che la durata delle asparagiaie è molto limitata e che il loro sfruttamento varia dai due ai quattro anni.
DISPOSIZIONE PER FILE E DENSITA' D'IMPIANTO
Le file:
Le zampe nelle fosse delle asparagiaie sono sempre collocate per file, le quali si possono distinguere in semplici, cioè unica fila di piantine per fosso binate o ternate.
Le file semplici vengono per lo più adottate negli impianti all'aperto mentre le altre si usano per gli impianti coperti. Nell'asparago verde le fosse sono larghe 50 cm. e altrettanto gli arginelli, mentre per l'asparago bianco le dimensioni delle fosse sono di 80 cm. (per accogliere più file) e distano di almeno 1,80 m., al fine di poter consentire la rincalzatura.
La profondità delle fosse è in generale di 20-30 cm. mentre la distanza tra pianta e pianta è di 30-40 cm. Prima della messa a dimora delle piante è bene procedere in una disinfezione delle zampe che consiste nell'immergere le stesse in una soluzione ipoclorita sodica (candeggina), diluita al 12%, per 15 minuti; successivamente risciacquare abbondantemente.
La densità:
Per l'asparago verde sono più indicate le medie densità (25.000 zampe per Ha) che risultano più redditizie di quelle ad alta densità (più di 30.000 zampe/Ha).
La qualità risulta sensibilmente superiore nell'impianto rado (10-15.000 zampe/Ha) adatto e usato per l'asparago bianco, è obbligatorio utilizzare questa densità nel caso venga prodotto l'asparago bianco DOP.
CONCIMAZIONI
Per la concimazione di fondo è necessario considerare che la coltura è poliennale con apparato radicale che esplora il terreno almeno fino ad un metro di profondità. Inoltre bisogna tenere presente che gli elementi minerali fosforo e potassio sono poco mobili nel terreno, per contro l'azoto è facilmente dilavabile. Con l'aratura si consiglia di interrare quantità di sostanza organica, fosforo e potassio tale da assicurare una buona disponibilità per almeno i primi 4 anni di coltivazione. È opportuno eseguire l'analisi chimica per accertare, anche in profondità nel terreno, se la dotazione di fosforo, potassio e sostanza organica è adeguata.
Per la realizzazione delle coltivazioni di asparago sono considerati livelli medi di dotazione quelli compresi tra: 25 e 30 ppm per il fosforo espresso P2O5 assimilabile, 102 e 144 ppm per il potassio espresso come K2O scambiabile, 0,8 e 1,3% per la sostanza organica. Sulla base dei risultati dell'analisi chimica del terreno, la quantità di fertilizzanti da apportare prima dell'aratura del terreno è riportata in tabella 1.
Dotazione del terreno
| P2O5 (Kg) |
K2O (Kg) |
Stallatico(t) |
| Bassa 15 30 20 |
Media 10 20 10 |
Alta 5 10 5 |
Tab. 1 Quantità di fosforo (P2O5), potassio (K2O) e sostanza organica) stallatico molto maturo) che è consigliato somministrare all'impianto per 1000 m2, in funzione della dotazione del terreno rilevata sulla base di analisi.
Lo stallatico può essere sostituito con altra sostanza organica, di cui però si devono conoscere la provenienza, la composizione chimica e l'assenza di elementi minerali o chimici indesiderati (es. metalli pesanti, composti tossici, ecc…).
Il piano annuale di concimazione consigliato deve tenere presente le quantità di elementi minerali assorbiti dalla pianta, quelle immobilizzate per reazioni chimiche o microbiologiche e quelle perse per percolazione, lisciviazione o ritorno all'atmosfera.
LE AVVERSITA' ATMOSFERICHE
Molto pericolose sono le basse temperature e le piogge, che possono ritardare o bloccare la raccolta, con la perdita del prodotto.
E' molto importante inoltre mantenere la temperatura minima ottimale per la crescita dei turioni durante il periodo di raccolta; le grandinate non danno gravi problemi in primavera in quanto sono rare, mentre in estate possono provocare danni sulla produzione dell' anno successivo.
Un altro fattore è il vento, il quale può provocare soprattutto nei terreni sabbiosi danni ai turioni in quanto può esservi il trasporto delle particelle di sabbia che provocano abrasioni.
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